Fäviken, Åre

20/05/2016
Boarding completed.
Il comandante dice che si può partire.
Siamo pronti a levarci in aria alla volta della piccola cittadina di Trondheim,
che sarà per noi la meta o la partenza del nostro vero viaggio.
Alla ricerca della perfezione, della pulizia, dello scaltro e il genio di Magnus Nilsson, chef di uno dei più rinomati ristoranti al mondo, il Fäviken.
Una vecchia fattoria sperduta nel bel mezzo della Svezia dove ogni giorno lo chef si diverte e ospita un po' come a casa sua persone che volano e corrono a cenare alla sua corte.
Si dice che per essere davvero felici non si debbano avere aspettative, ma mio caro Magnus ci tengo a precisare che le mie erano altissime.
Scesi all’aeroporto noleggiamo la nostra auto e tornante dopo tornante passiamo dalla Norvegia alla Svezia, ma il paesaggio non cambia, distese di vegetazioni, foreste e fiumi.
La strada si fa sempre più stretta e meno agibile e fra nebbia e renne al ciglio della strada, sbuca il primo cartello che ci indica la via per il ristorante.
All’arrivo veniamo accolti a braccia aperte dallo staff che ci fa strada alle nostre camere e ci invita a lasciare tutto ed entrare in sauna attrezzata di gin tonic, birra e salumi.
Questo è stato solo l’inizio di un valzer di emozioni.
Doccia fredda e pronti per partire con l’aperitivo a base di champagne e pioggia di snack;
per poi proseguire la cena al piano superiore dove una sala che ospita solo 5 tavoli dallo stile nordico è imbandita a festa per noi.
Ed è qui che la sinfonia ha inizio, fra clap di mani, movimenti ritmati e coreografie che si sviluppano sulle note di una musica folk svedese.
Quando tutto sembra finito si scende al piano inferiore dove di fronte a un caminetto si conclude con un buon caffè e l’infinita piccola pasticceria.
Ma le sorprese non finiscono mai e all’esterno mentre la notte cerca invano di calare, si trova una favolosa tenda dove finiamo a bere whisky e fumare sigari davanti un fuoco sempre acceso e un interessante discorso con lo chef che ha la forza di restare con noi fino alle 3 del mattino.
Penso in generale che nel mondo ci sano ristoranti e ristoranti, ma che poi esistono anche le eccezioni in cui il valore del piatto che si ha di fronte è solo la punta di un iceberg ben più grande, un risultato di un operazione assai più complessa che va ad intaccare vari aspetti sensoriali.
Un pacchetto di emozioni che stuzzica tutti i sensi.
La sua storia può essere presa da lezione,
entra per fare una consulenza sui vini in un ristorante mediocre e ne esce per essere uno dei più virtuosi e influenti chef al mondo.
Della nostra vita sappiamo il presente, ci dimentichiamo spesso del passato e non sapremo mai il futuro.
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