Lisbon, Portugal

Lisbona 2016,
la città ricca di arte, cemento e desiderio.
La città dove l’arte antica si fonde con quella moderna;
la città dove il cemento cerca di coprire un maestoso verde,
la città che desidera e merita un futuro migliore.
La crisi qui è di certo passata e lo si nota di vecchi bar in centro città , vuoti e con uno stile decorativo anni ’80, dai numerosi accattoni che chiedono l’elemosina e vivono a bordo strada,
e da una classe media che soffre ad arrivare a fine mese.
Come se il tempo si sia fermato, il mondo va avanti ma a loro non interessa in quanto convinti che sarà il mondo a seguire loro.
D’altro canto è tutto dannatamente economico e tutto a portata di una manciata di euro,
lasciando il sorriso al turista di rientro a casa alla presa con la lista delle spese.
A Lisbona manca poco niente, il fiume Tago è il protagonista indiscusso di foto e cartoline e regala ogni giorno indimenticabili tramonti riflessi nelle sue acque e a due passi per una gita fuori porta si incontrano Sintra e Cabo da Roca, tra le più gettonate dai turisti.
Sintra regala profonda calma e scorci suggestivi fra natura e palazzi sontuosi ben preservati.
Ieri come oggi è un susseguirsi di castelli, regge e palazzi incastonati fra le altre rocce.
Spingendosi a ovest si incrocia Praia Grande dove su questa distesa di spiaggia bianca finissima
tra topless e surfisti il divertimento è assicurato per tutti.
E ancora più a ovest, rotolando verso sud Cabo da Roca, punto più occidentale dell’intero continente europeo. Il tempo di un selfie al monumento e per i più coraggiosi lasciarsi andare giù nella scarpata che finisce a strapiombo sull’oceano sospinto da un maestoso vento che non lascia prendere fiato, panoramica davvero mozzafiato.
Ho aspettato davvero troppo tempo per volare in Portogallo e ne sono stato davvero piacevolmente soddisfatto.
P.S. Attenzione ad assaggiare Pastel de Nata, basta un assaggio per esserne sedotti e poi non ne potrete più fare a meno.

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