Marrakech, Morocco

Marocco 2015.
Se chiudo gli occhi vedo:
il verde della vegetazione, delle palme e delle tende;
il rosso del sole, della roccia e delle bandiere;
il giallo del tramonto, del cous cous e dei taxi.
Viaggiando da Marrakech alle porte del deserto si comprende il significato delle parole fame, sete e povertà.
Tra scenari suggestivi e vallate mozzafiato si nascondono piccoli villaggi che ricordano molto i racconti dei nostri nonni.
E qui sembra che il mondo non sia mai cambiato.
Un mondo semplice nel quale se vuoi spostarti devi camminare, se vuoi lavare il bucato aspetti il sole e corri al fiume, se vuoi condividere basta parlare e non devi inviare nessuna richiesta se vuoi stringere amicizia.
Basta una semplice stretto di mano e un abbraccio davanti a un tè alla menta.
La sera non ci si ritrova in poltrona davanti la tv, ma si accende il fuoco e si mangia, si beve, si canta e si balla sotto un cielo stellato.
Un mondo ricco di emozioni e privo di orpelli inutili,
un mondo vecchio ma nuovo per noi occidentali che non abbiamo mai vissuto il privilegio di vivere.

Marocco ti porterò nel cuore.

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