Osteria Francescana, Modena

Secondo al mondo.
Ma Secondo chi?


Premessa
Mi hanno insegnato che non si giudica gli altri, ma io ci tengo a riportare il mio pensiero.
Lavorando da anni nel settore so anche che la serata storta in un ristorante ci può stare, ma vorrei non capitasse proprio a me.

Ma andiamo per ordine, partiamo dalla prenotazione fatta via telefono, dopo all’incirca una cinquantina di chiamate per cercare di prendere la linea. Era il lontano settembre, 3 mesi d’attesa per cenare in uno dei migliori ristoranti al mondo, andando cosi a creare grandi aspettative e un grande desiderio. Si chiude la chiamata con un pò di perplessità in quanto niente viene rilasciato al cliente a conferma della prenotazione appena richiesta, quindi uno organizza il tutto e incrocia le dita fino a quando ti chiamano 2 giorni primi per confermare la prenotazione.

Il giorno tanto atteso è arrivato,
suono il campanello di Via Stella, 22 e mi viene spalancata la porta sul tempio della gastronomia Italiana. L’entrata è come te l’aspetti, dal prego le faccio strada al mi dia il suo sopra abito.
Tutto sembra essere e filare da copione.

Dato la mia passione per la fotografia,oltre che per il buon cibo e vino, chiedo gentilmente se era possibile scattare qualche foto dei piatti e mi sento rispondere che erano consentite solo da cellulare e che la mia reflex non era ben vista.
Una vera doccia fredda per i miei sogni di portare a casa qualche scatto come ricordo.
A parte i cinque minuti di attesa in cui non è successo un bel niente al tavolo, arriva il sommelier chiedendo un aperitivo. Intanto chiedo di parlare con il maitre per la questione della foto, e dopo 2 minuti di suppliche mi viene acconsentito di scattare.
Arriva l’aperitivo ma nessun snack ad accompagnarlo! È la prassi o una dimenticanza?
Da che mondo è mondo ho sempre visto servire uno snack da accompagnare all’aperitivo, o forse era il ricordo di un panino alla mortadella arrivato dopo 10 minuti?

Decido di optare per il menu tradizione in evoluzione e di far aggiungere due piatti del menu sensazioni che lo chef vorrà farci provare.

Ordino la prima bottiglia di vino.
La servono solo a me, gli altri commensali avevano ancora dello champagne e il sommelier suggerisce giustamente di farli terminare prima di servirlo anche a loro. Ma poi passano più di 5 minuti prima che qualcuno si accorga che l’hanno terminato.
Anche durante il pasto è capitato più volte di rimanere a bicchiere vuoto, cosa che non dovrebbe succedere.
La figura del maitre alquanto inesistente, non riesce a dare ritmo e serenità alla sala, e finisce per perdersi in qualche tavolo che forse ritiene più importante di altri. Stessa cosa vale per lo chef Bottura, che esce fiacco e un pò frastornato.

I piatti escono con un buon ritmo, sapori decisi e ben studiati ma niente da rapirti la mente, da voli pindalici ed emozioni indescrivibili.
Finiamo il pasto con un caffe accompagnato da piccola pasticceria, e aspettiamo che qualcuno chieda un digestivo che finiamo per chiedere.
Al termine del pasto chiedo se sia possibile fare un tour della cucina, domanda alla quale aspetto ancora risposta.

Saldo il conto e lascio il ristorante sazio ma alquanto amareggiato. Nessuna delle aspettative soddisfatte ed esperienza negativa che se non fosse stata per i miei commensali, i miei genitori, sarebbe stata da dimenticare.

La lode va al secondo Maitre, impeccabile nella spiegazione dei piatti e nelle sue risposte pronte alle mie domande.

Secondo al mondo.
No, Secondo me.
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